Parco Fluviale Alcantara

Nel blu dipinto di blu

Il Parco Fluviale Alcantara è uno dei più importanti corsi d’acqua perenni di Sicilia, a cavallo fra le province di Catania e Messina, quasi addossato ai Parchi dell’Etna e dei Nebrodi.

Sono circa 40 km di sponde verdeggianti, cui non sempre l’uomo ha dedicato il giusto rispetto. Fra castelli e sapori tipici, fra suggestive gole laviche ed endemismi vegetali estremamente interessanti, l’Alcantara si pone come uno dei Parchi più agevoli da visitare, grazie alla statale 185, una rete viaria di semplice percorso.

“Al Quantarah”, il Ponte, in arabo: dal toponimo intuiamo già che fra le sponde di questo fiume scorrono le tracce della Storia. Un viaggio lungo le rive dell’Alcantara, dunque, non sarà solo un viaggio fra la natura e la cultura locale, ma anche dentro la Storia più profonda della Sicilia, quella bizantina, araba e normanna.

L’asta fluviale

L’asta fluviale del Parco Fluviale Alcantara si estende per 50 chilometri circa, dalle sorgenti di Monte Mussara, a Floresta, sino ai piedi di Taormina, giù fino a Giardini Naxos, prima colonia greca di Sicilia.
Attraversa i Comuni di Randazzo, cittadina medievale, Santa Domenica Vittoria, Floresta, Novara, Roccella Valdemone, supera la piana di Mojo Alcantara, quindi Francavilla, Malvagna, Motta Camastra, Castiglione, Graniti, Gaggi, per sfociare fra Calatabiano e Giardini Naxos.

Una vera e propria civiltà dell’acqua, dove mulini, allevamenti e centrali elettriche hanno sempre convissuto pacificamente.
Le acque, a partire dai pressi di Mojo, scorrono quasi sempre fra antichi basalti lavici.

Lo spettacolo delle gole, lo si può ammirare in più punti, nei pressi di Contrada Larderia, a Motta Camastra, ma anche a Francavilla di Sicilia, in contrada Passerella a Gravà e più giù a Mitogio, a ridosso dell’abitato di Gaggi.

Si tratta di pareti laviche a prismi basaltici, alte anche dieci metri.
Canyon naturali molto suggestivi, sarebbero originati dal collasso delle pareti argillose del letto del fiume in seguito al contatto con il magma di una antica eruzione forse dell’Etna, forse del Vulcanetto di Mojo.

Accanto a queste suggestioni, il fiume riserve mille altri paesaggi, ricchi di flora e fauna, come nell’area della foce, suggestione di incontri fra fiume e mare sotto lo sguardo di diversi uccelli migratori.

A pochi passi, tanti centri abitati ricchi di storia. I resti dell’antico ponte arabo sono ancora visibili nei pressi dell’omonimo ponte sulla Statale 114, al confine fra le due province.

Aspetti naturalistici

L’ecosistema fluviale del Parco Fluviale Alcantara ospita un certo numero di specie animali e vegetali.
Non mancano, ad esempio i rapaci, quali il falco pellegrino, il lodolaio, il gheppio, ed alcuni uccelli notturni, quali civette, gufi, allocchi.

Più in bassa valle, non sono rari i corvi imperiali, le taccole, le tortore, le gallinelle d’acqua, il martin pescatore ed i passeri.
L’area della foce, è divenuta da tempo punto di sosta di alcuni uccelli migratori, come gli aironi, i cavalieri d’Italia, nitticotteri e migliattai, pendolini e persino falchi di palude, il voltapietre ed il corriere.

Fra le sponde del fiume, vivono il gatto selvatico, la martora, il ghiro, volpi, conigli, lepri, ricci, bisce d’acqua.

L’ittiofauna annovera la rarissima trota macrostigma, oltre che le iridee, le anguille e le carpe.
Presenti anche scardole e qualche raro pesce persico.

Purtroppo una dissennata politica di gestione delle acque, nel corso degli anni ha ridotto il livello di portata.
In più, si sono aggiunte situazioni di inquinamento ambientale non sempre frenate per tempo.
Ne hanno risentito soprattutto alcune specie più rare, quali il rospo discoglosso dipinto, solo per citarne alcune.
La vegetazione riparia fluviale annovera platani, querce e roveri, fitti noccioleti, salici, oleandri, olmi, ontani, betulle, pioppi, e viole e orchidee (fra cui la splendida tentredinifera) ed i papaveri.

Prodotti tipici

La cultura del Fiume nel Parco Fluviale Alcantara si sposa, lungo le rive dell’Alcantara, con una serie di prodotti tipici che non è difficile rivenire su luogo.
I sapori del luogo attingono alla tradizione dell’allevamento e della coltivazione diretta.

Per i formaggi citiamo il majorchino, le provole, la ricotta, a volte fatte ancora nelle tipiche cavagne di canna intrecciata.
L’olio è prodotto da olive raccolte a mano, di diversa qualità: tortella di Motta, nocellara, randazzesi, ed ha da poco ottenuto il riconoscimento di qualità.
Il vino delle colline della bassa Valle Alcantara deriva da uve di nerello mascalese.

Le pesche di Mojo Alcantara hanno sapore dolce e profumo intenso, dal tipico colorito giallo chiaro.
Durante l’estate una sagra viene dedicata a questo frutto.

Da Motta Camastra arrivano anche le noci, che spesso troviamo nei dolci tipici.
Salumi ed insaccati ricorrono nella cucina locale sotto forma di salsicce e salami che vanno ad insaporire, insieme ai pomodori secchi, il pane condito.
I giardini della bassa valle ci restituiscono limoni gialli di sole.

A promuovere le produzioni tipiche locali, annualmente l’Ente Parco Fluviale Alcantara organizza mostre e degustazioni per far conoscere i sapori del luogo.

Itinerari

Sulle rive dell’Alcantara si possono effettuare diverse escursioni naturalistiche, ma anche culturali.

Recentemente, un giardino mediterraneo è stato realizzato da privati all’interno delle Gole dell’Alcantara.
Il giardino mediterraneo riunisce aspetti geologici, faunistici e botanici: attraversato da sentieri natura, ci permette di assaporare appieno suoni, colori ed odori dell’Alcantara.
Protagonista è la flora mediterranea: quattro itinerari ci conducono fra agrumi, piante officinali ed aromatiche, singolari visi scavati dall’acqua nella roccia ed alte pareti laviche.

Oltre alle già citate Gole, non è male ricordare una puntata su Montagna Grande, con una splendida veduta su tutta la valle, o ancora al Vulcanetto di Mojo, quest’ultima meno impegnativa.

A Francavilla di Sicilia, dominata dai ruderi del castello, un sentiero conduce ai “vulli” – laghetti – di Gravà su per il castello, e ci si può fermare ad ammirare la Ciappa, il laghetto più grande e le sorgenti di Santa Caterina.
Si può optare anche per una visita al Convento dei Cappuccini.

Poco distante, Giardini Naxos, la sua incantevole baia, l’area archelogica, e Taormina.
Da Trappitello si può imboccare il bivio per Mandrazzi, una serie di torrenti sulle via di Novara.

Fra Francavilla di Sicilia e Castiglione di Sicilia dobbiamo ricordare il ponte San Nicola.

Castiglione di Sicilia, abitato dominato da un massiccio castello, offre anche le Chiese di S. Giacomo, S. Antonio e S. Pietro.
Qui è attivo il centro di educazione ambientale, nella ex Chiesa di San Giuseppe. Ai piedi dell’abitato, sulle rive del fiume, un cuba, antica chiesa a pianta quadrata, ci ricorda del passaggio bizantino, fra il 717 e l’863.

Randazzo, centro storico ricco di storia, ci offre la suggestione di vicoli medievali ancora intatti e chiese dalle guglie gotiche: S. Nicola, S. Maria e S. Martino.

Lungo l’Alcantara, infine interessante l’itinerario dei Castelli, partendo da quello di San marco, frazione marinara di Calatabiano, a quello che in alto domina lo stesso paese, proseguendo per Francavilla di Sicilia e per Castiglione di Sicilia.

Foto e immagini

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