Il Parco dell’Alcantara non trova pace. A pochi mesi dal suo insediamento, si è dimesso il presidente Arena. La sua nomina aveva lasciato ben sperare il territorio per il rilancio della  cenerentola dei parchi siciliani, sei dipendenti ed un bilancio praticamente  a zero. Arena ha rassegnato le sue dimissioni nelle scorse settimane, formalizzandole all’Assessore regionale al territorio ed al presidente della regione.

Dimissioni che seguono una estate difficile contrassegnata da un’asta fluviale gravemente compromessa da prelievi non autorizzati a monte.
La Presidenza della Regione Siciliana ha intanto informato che sta per arrivare un commissario straordinario per il Parco fluviale del’Alcantara. Il commissario, come prevede la legge per i commissariamenti, sarà un funzionario regionale, già individuato dal governatore Musumeci in sintonia con l’assessore regionale al territorio Cordaro. Si tratta di Lorenzo Ruisi, nominato appunto dall’assessore all’Ambiente Toto Cordaro, d’intesa con il presidente della Regione Nello Musumeci. Il commissario, che prende il posto del dimissionario presidente Giuseppe Arena, resterà in carica fino alla nomina del nuovo presidente.

Il Parco continua a far discutere. Basti pensare al piccolo giallo creato nei giorni scorsi dall’autonomina che il comitato esecutivo del Parco aveva provato a varare bypassando Palermo.

In sostanza, forte di una interpretazione del regolamento, alla seduta, presenti il direttore reggente, Antonino Lo Dico, il sindaco di Calatabiano, Giuseppe Intelisano (dal 2016 vice presidente del Parco), il sindaco di Randazzo, Francesco Sgroi e l’ispettore capo del Corpo Forestale di Catania, Francesco Badalà Intelisano da vicepresidente aveva assunto le funzioni di presidente.

Colpo di mano, o semplicemente un segnale che il territorio ed i sindaci avevano voluto inviare a palermo per sollecitare una nomina stabile?

Non è dato saperlo. L’unica certezza è il comunicato pomeridiano dell’addetto stampa del Comune di Calatabiano che informava che: “Il sindaco Giuseppe Intelisano è il nuovo presidente del Parco Fluviale dell’Alcantara, succedendo al dimissionario Giuseppe Arena”.

La nota, era scontato, ha fatto il giro delle redazioni, pervenendo in serata alla scrivania dell”assessore regionale al territorio che non ne era informato. Da qui la decisione di smentire l’autoprocalmazione di Intelisano con una nota secca, giunta  a tarda sera, che smentendo la nomina del nuovo presidente annuncia il commissariamento.
Intelisano, presidente per una notte, resterà comunque vice presidente del Parco.

Sullo sfondo, resta come sempre da anni ormai, la questione della riperimetrazione. Allargare il parco all’area nebroidea con cui ha una contiguità territoriale? O va seguita la voce di una scelta precisa del depotenziamento del Parco fluviale dell’Alcantara in vista di un accorpamento a quello dell’Etna?

Di certo è che il Parco dell’Alcantara continua a batter cassa, perdendo tra l’altro la sfida con gli altri enti per l’assegnazione dei fondi straordinari riconosciuti recentemente dal governo Musumeci per sostenerne i bilanci.